giovedì 17 dicembre 2009

SCHERZI DA PRETI / PARTE PRIMA

La vicenda di cui narreremo in questo e nei successivi post dedicati all'argomento, è una storia che riguarda il rapporto tra uomini e cultura, tra cultura e Chiesa, tra uomini, Chiesa e politica.
Il "Falso Movimento" è un cinema d'essai (o cinema di sperimentazione o d'autore) della città di Foggia che in questi ultimi mesi si è trovato al centro di una disputa legale tra la Curia diocesiana e il suo attuale gestore, il sig. Mauro Palma.  Il cinema, gestito dal 1957 dalla famiglia Palma, è ubicato presso la sala parrocchiale "mons. Farina" compresa nel complesso immobiliare della Cattedrale della città.
Dopo 53 anni di attività uno dei pochi e più ferventi poli culturali della città che ha visto transitare, grazie alle sue iniziative, importanti personalità del cinema italiano d'autore sembrerebbe destinato a chiudere i battenti per via dello sfratto intimato dalla Chiesa.
La storia del "Falso Movimento"  così come oggi lo conosciamo inizia nel 1978, anno in cui il sig. Mauro Palma sostituisce il padre nella gestione familiare intrapresa nel '57. Da allora un contratto di affitto sempre rispettato regola i rapporti tra i due soggetti giuridici, fino al giorno in cui la Curia decide di riappropiarsi dei propri spazi e di non concedere il rinnovo del contratto.
Da lì comincia la battaglia legale con un una causa presso il tribunale civile di Foggia, il quale emana una sentenza a favore della Cattedrale con la quale viene stabilito lo sgombero dei locali da parte del sig. Palma entro il luglio del 2010.
I tentativi di salvare questo piccolo gioiello della città arrivano fino in Consiglio Comunale. Il 23 novembre del 2009 vengono depositate quasi 3000 firme per una petizione sottoscritta dagli affezionati freguentatori della sala (tra cui anche molti esponenti della vita culturale foggiana: maestre, professori, presidi d'istituto, docenti  e presidi universitari, artisti, fotografi, direttori di biblioteche, gestori di altri cinema). Assieme alla petizione sono presentate due lettere: una del Rettore dell'Università di Foggia e l'altra dell'ex deputato Vladimir Luxuria.
Durante la discussione (a cui abbiamo assistito anche noi di Investigatio) sia la maggioranza che l'opposizione esprimono la loro solidarietà, ma dichiarano anche di non poter emanare provvedimenti amministrativi che possano interferire in quello che viene definito un normale contenzioso tra soggetti privati anche se cercheranno per quanto possibile di scongiurare la chiusura del cinema.
Intanto tramite la testata dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino "Voce di Popolo", l'Arcivescovo e la curia fanno sapere che non arretreranno di un passo dalla loro decisione, in modo da riutilizzare gli spazi per attività teatrali e culturali gestite da loro e finalizzate anche al recupero di ragazzi disagiati. Sempre dallo stesso settimanale vengono le dichiarazioni rilasciate su un articolo scritto dall'ex sindaco della città, Orazio Ciliberti (in quota PD), in merito alle proteste e alle iniziative promosse dal cinema e dai cittadini per salvare questo spazio vitale della Daunia. L'articolo, che vi proponiamo di seguito, è stato pubblicato a pag.2 del n°38 del 2009. Buona lettura.

Ciliberti a sostegno della Curia sulla vicenda della sala mons. Farina
"Un'indegna gazzarra" 
L'EX SINDACO DI FOGGIA SCRIVE A VOCE DI POPOLO LE SUE OPINIONI IN MERITO AL CONSIGLIO COMUNALE DELLO SCORSO 23 NOVEMBRE

Desidero esprimere la mia solidarietà a sua eccellenza l’Arcivescovo di Foggia, per la indegna gazzarra che qualcuno ha inteso sollevare in ordine alla questione dello sfratto del cinema “Falso Movimento”. Si tratta di una polemica pretestuosa e inaccettabile. In una città in cui- negli ultimi anni- molte sale cinematografiche hanno chiuso i battenti, in un mondo in cui la stessa sala cinematografica è istituzione recessiva- destinata credo a scomparire- dietro la pressante evoluzione delle nuove forme di comunicazione, come la tv digitale, internet, i dvd, le multisala, in un sistema siffatto, mi sembra assurdo contestare la scelta della Curia vescovile foggiana di dare destinazione diversa alla struttura che ospita una sala cinematografica non so quanto in regola con le rigorose norme di sicurezza vigenti in materia.
L’ardore polemico, degno di miglior causa, denota i limiti dei falsi intellettuali nostrani, il loro pressappochismo, la supponenza, la saccenza di chi vuol dimostrare uno spessore culturale maggiore delle sue dotazioni. Cinque anni da sindaco di Foggia mi hanno insegnato che talora la semplice ragionevolezza viene ripagata dalla più insensata acredine. Ma, il buon senso a servizio del bene comune vale ancora il prezzo della volgare impopolarità.
Ritengo che la Curia episcopale foggiana possa e debba, non solo in ragione dello statuto proprietario che lo consente, ma anche perché è lecito presumere, per ragioni storiche, la bontà delle scelte, fare di quella struttura ciò che meglio crede, nell’ottica della sua missione di evangelizzazione e di promozione umana, dalla quale mai essa ha decampato. Con stima.

Orazio Ciliberti

Nei prossimi mesi continueremo a seguire la vicenda e i suoi sviluppi.
Diffondete e stay tuned.

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