giovedì 8 aprile 2010

SCHERZI DA PRETI / PARTE 6

Continiuamo la narrazione della vicenda degli sfratti, da parte di enti ecclesiastici, di cinema d'essai  e teatri in Italia. Dopo Foggia, Viareggio e Roma è la volta di Ravenna in cui il cinema "Jolly.doc" è stato raggiunto da un avviso di sfratto dalla parrocchia di San Rocco.
Intanto, dopo la manifestazione di protesta tenutasi a Viareggio, per il 29 di Aprile è stato organizzato un evento di protesta contro la chiusura del "Falso movimento" di Foggia.


DISGUIDI DI NATURA

Questa vicenda, ambientata a Ravenna, ha origine per un “disguido di natura”, diciamo. Il 12 giugno 2006 viene proiettato il film “Mater Natura”, di Massimo Andrei con Vladimir Luxuria. La proiezione avviene nell’ultima sala cinematografica rimasta aperta della città: il cinema d’essai “Jolly.doc” che dal 2002 ha sede presso un locale della Parrocchia di San Rocco.
Il gestore del cinema, Giovanni Mendola, stipula un contratto con don Ugo che prevede inoltre l’impegno della società a proiettare solo pellicole «che rappresentino valori artistici e culturali unitamente riconosciuti e di indiscusso valore morale». Il parroco chiede quindi la rescissione del contratto sostenendo la violazione della suddetta clausola. Alla rescissione seguirebbe quindi lo sfratto della società dalla sala cinematografica di proprietà della parrocchia. La società naturalmente si oppone e il caso finisce quindi al Tribunale civile di Ravenna.
Intanto monta la protesta da parte dei clienti del cinema e delle persone coinvolte nell’esecuzione del film. Vladimir Luxuria, che a quei tempi è Parlamentare della Repubblica, denuncia l’intenzione di rivolgere un’interrogazione parlamentare all’allora ministro della Cultura Francesco Rutelli, in quanto si sta parlando comunque di un’opera cinematografica che ha riscosso un discreto successo di critica.
Nella presentazione al festival di Venezia riesce infatti ad ottenere un premio della critica ed uno del pubblico, mentre a Vasto è stato premiato addirittura da un prete.
Si giunge quindi al 26 marzo 2007, data in cui viene pronunciata la seguente sentenza: “Visto l'art.447/bis c.p.a. definitivamente decidendo respinge il ricorso, e condanna la parrocchia ricorrente al rimborso delle spese processuali a favore della società Jolly.doc. ….”.
Il cinema “Jolly.doc” continua ancora oggi ad esercitare la propria attività.

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